Gli effetti collaterali della terapia anti-ormonale dipendono dal blocco degli ormoni femminili nel corpo. La maggior parte degli effetti collaterali sono quindi simili ai disturbi della menopausa: questi sintomi sono spesso più intensi rispetto alla menopausa naturale.
Ogni persona reagisce diversamente ed alcune possono manifestare più effetti collaterali di altre. In generale, gli effetti collaterali sono controllabili e spesso migliorano dopo un po’ di tempo, quando il corpo si abitua all’assunzione dei farmaci. Alcuni effetti sono uguali per tutte le terapie ormonali, mentre altri sono specifici per determinati farmaci.
Ogni effetto collaterale va discusso con il medico di fiducia, con l’oncologo o le infermiere di senologia. Questi specialisti sono in grado di dare consigli su come affrontare i problemi.

Se una paziente è spaventata dagli effetti collaterali della terapia anti-ormonale che sta assumendo e vorrebbe interromperla, è importante parlare con l’oncologo prima di prendere qualsiasi decisione: esistono dei rimedi per migliorare i sintomi e a volte è possibile cambiare farmaco o diminuirne il dosaggio, ma solo su indicazione medica. Un’altra possibilità è cambiare il momento dell’assunzione durante la giornata.

Di seguito sono elencati separatamente, per comodità di consultazione, gli effetti collaterali dei farmaci anti-ormonali più comuni. Questi farmaci possono essere prodotti da diverse case farmaceutiche e per alcuni di essi esiste il farmaco generico: il principio attivo è lo stesso ma possono esserci differenze nelle sostanze additive (per esempio i conservanti). Alcune pazienti descrivono differenze negli effetti collaterali con prodotti di diverse case farmaceutiche: in questi casi bisogna identificare e farsi prescrivere il prodotto meglio tollerato.

Il Tamoxifen è un farmaco anti-estrogeno che viene somministrato a donne, prima e dopo la menopausa, con un tumore al seno. Può essere utilizzato anche per la cura di un tumore mammario negli uomini.

Effetti collaterali comuni
  • vampate;
  • sudorazioni, anche notturne;
  • ritenzione di liquidi e aumento di peso;
  • sbalzi d’umore;
  • irritazione e perdite vaginali;
  • diminuzione del desiderio sessuale;
  • senso di indigestione o leggera nausea (questi sintomi migliorano di solito col tempo);
  • mestruazioni più irregolari e meno abbondanti;
  • interruzione delle mestruazioni: Tamoxifen non ha alcun effetto sulla produzione di estrogeni nelle ovaie per cui l’interruzione delle mestruazioni non significa, il più delle volte, menopausa. Soprattutto all’inizio, Tamoxifen può anzi stimolare l’ovulazione e quindi aumentare la fertilità. E’ importante usare sempre un contraccettivo non ormonale, anche se le mestruazioni diventano irregolari o si fermano del tutto. È sconsigliabile infatti rimanere incinta, in quanto Tamoxifen può influenzare lo sviluppo del feto.
    Altre volte la menopausa è subentrata naturalmente o altri trattamenti, come la chemioterapia, hanno provocato una menopausa anticipata.
    Nelle pazienti in menopausa il Tamoxifen riduce il rischio di osteopenia/osteoporosi (diminuzione del contenuto di calcio delle ossa). Nelle donne in premenopausa, invece, si può notare una decalcificazione delle ossa e, in alcuni casi, una vera e propria osteoporosi.

Se una paziente è preoccupata per gli effetti collaterali sopra indicati, è bene che ne discuta con il suo specialista o il medico di fiducia.

Effetti collaterali meno comuni
  • crampi alle gambe
  • rigidità e gonfiore/dolore articolare
  • mal di testa
  • problemi alla vista;
  • assottigliamento e sfoltimento dei capelli;
  • aumentato rischio di flebiti e trombosi venose periferiche. È importante riferire al proprio medico di fiducia se si presentano dei sintomi come gonfiore o dolore in una gamba o si ha la sensazione di avere il fiato corto;
  • inspessimento della parete interna dell’utero (endometrio);
  • polipi uterini, cisti ovariche o, molto raramente, tumore all’utero. È importante riferire al proprio ginecologo o al medico di fiducia un eventuale sanguinamento vaginale inaspettato.
  • disturbi del sonno
Inibitori dell’aromatasi (anastrozolo, exemestane e letrozolo)

Questi tre farmaci, conosciuti come inibitori dell’aromatasi, agiscono in modo simile. Questo significa che hanno in comune molti effetti collaterali, anche se ci sono alcune differenze.

Effetti collaterali più comuni
  • vampate
  • sudorazioni
  • secchezza e irritazione vaginale
  • diminuzione del desiderio sessuale
  • rigidità e dolori alle articolazioni
  • disturbi del sonno
  • ritenzione di liquidi e aumento di peso
  • mal di testa
  • sbalzi di umore
  • disturbi della memoria o difficoltà di concentrazione
  • stanchezza
  • crampi muscolari
  • diminuzione del contenuto di calcio delle ossa (osteopenia/osteoporosi)
  • aumento del colesterolo
Effetti collaterali meno comuni
  • nausea, vomito, diarrea
  • problemi cutanei
  • assottigliamento e sfoltimento dei capelli

Questi sintomi solitamente sono lievi e migliorano col tempo. In caso contrario, è opportuno rivolgersi allo specialista o alle infermiere di senologia.

Consigli pratici dell’ormonoterapia

I farmaci anti-ormonali possano causare, durante e dopo il trattamento, disturbi simili alla menopausa. In generale sono temporanei, ma possono anche essere permanenti. I sintomi sono spesso più intensi rispetto alla menopausa naturale.

Sintomi comuni

Alcuni dei sintomi più comuni della menopausa comprendono vampate, sudorazioni, cambiamenti d’umore, dolori/gonfiore alle articolazioni, secchezza, perdite vaginali, minor desiderio sessuale e aumento di peso.

Vampate

Per molte donne le vampate o altri sintomi tipici della menopausa possono influire sul benessere generale e sulle attività della vita quotidiana.

I seguenti consigli sono suggerimenti da parte di altre donne, che possono aiutare a tenere sotto controllo vampate e sudorazioni notturne:

– indossare abbigliamento leggero, di cotone o seta;

– vestirsi a strati, che possono essere tolti o messi secondo la necessità;

– impiegare spray con acqua (anche termale) o fazzoletti umidi per rinfrescarsi;

– usare un ventilatore;

– se non si riesce a dormire bene durante la notte, provare a trovare tempo per riposare di giorno;

– praticare regolare esercizio fisico leggero, come una passeggiata;

– tentare di smettere o di diminuire il consumo di sigarette e alcool;

– se si prende Tamoxifen, potrebbe essere utile dividere la dose in due somministrazioni giornaliere (10 mg il mattino e 10 mg la sera) oppure cambiare l’orario di assunzione;

Rilassamento

Molte donne trovano che, riducendo lo stress, i sintomi sono meno intensi. Lo stress può essere causato da molteplici fattori che variano da persona a persona.
Ogni donna dovrebbe imparare ad individuare le sue fonti di stress in modo da poterlo diminuire e, dove è possibile, eliminarlo definitivamente. Per raggiungere tali obiettivi può essere utile praticare tecniche di rilassamento o di respiro controllato, imparare a delegare oppure a farsi aiutare per determinate incombenze.

Alimentazione

Alcuni cibi possono provocare le vampate, come ad esempio cibi piccanti, caffeina o alcool. Ogni paziente dovrà scoprire quali sono gli alimenti che fanno scattare in lei le vampate, per poterne così limitare il consumo o eliminarli del tutto dalla propria dieta. Alcune donne preferiscono consumare tanti piccoli pasti piuttosto che pochi pasti ricchi ed abbondanti. Una alimentazione sana ed equilibrata può anche aiutare a perdere il peso in eccesso, che spesso è una conseguenza dei farmaci anti-ormonali.

Dolori e rigidità alle articolazioni

Questo disturbo si manifesta principalmente al mattino o dopo un’immobilità prolungata. Qualche volta migliora spontaneamente col tempo.
È più comune nelle pazienti in trattamento con inibitori dell’aromatasi, ma può essere associato anche a Tamoxifen o LHRH analoghi. Se si provano frequenti dolori alle articolazioni, si può chiedere consiglio al medico di fiducia, all’oncologo o all’infermiera di senologia. In certi casi è possibile alleviare i dolori con farmaci antinfiammatori.
L’attività fisica, per es. camminare o fare ginnastica, può essere d’aiuto.

Osteopenia/osteoporosi (Diminuzione del contenuto di calcio delle ossa)

È comune nelle pazienti in trattamento con inibitori dell’aromatasi, ma può capitare anche in pazienti giovani trattate con Tamoxifen. Prima di assumere un inibitore dell’aromatasi viene normalmente eseguito un esame specifico per verificare il contenuto di calcio delle ossa (densitometria/MOC). Questo esame deve essere ripetuto ad intervalli regolari durante il trattamento. Nei casi di osteoporosi severa o in presenza di rischio di fratture si possono assumere farmaci che aiutano a ridurre la fragilità delle ossa (Bisfosfonati, Denosunab).

Asportazione o Soppressione delle ovaie (LHRH analogh)

Gli effetti collaterali dipenderanno dal metodo usato per l’asportazione o la soppressione delle ovaie. Tuttavia, poiché tutti i metodi fanno sì che le ovaie non producano più estrogeni, molti effetti collaterali risultano simili.

Gli effetti collaterali più comuni sono i tipici sintomi della menopausa, e questi possono includere:

  • vampate
  • sudorazioni
  • secchezza e irritazione vaginale
  • diminuzione del desiderio sessuale
  • rigidità e dolori alle articolazioni
  • disturbi del sonno
  • ritenzione di liquidi e aumento di peso
  • mal di testa
  • sbalzi di umore
  • disturbi della memoria o difficoltà di concentrazione
  • diminuzione del contenuto di calcio delle ossa (osteopenia/osteoporosi)

Gli LHRH analoghi fanno cessare temporaneamente le mestruazioni. Normalmente il ciclo riprende da tre mesi a un anno dopo l’ultima iniezione. In alcune donne, vicine alla menopausa, dopo il trattamento le mestruazioni non tornano.

Anche se le mestruazioni sono cessate, raramente vi è la possibilità di una gravidanza durante l’assunzione di LHRH analoghi. È quindi importante usare un contraccettivo non ormonale, come ad esempio il preservativo, la spirale o il diaframma. Il ginecologo può consigliare i contraccettivi idonei. Con un prelievo di sangue, che viene abitualmente ripetuto ogni sei mesi, si può controllare se le ovaie sono bloccate.

Testo redatto da:
Simona Anelli, infermiera specializzata in senologia e oncologia
Lucia Manganiello-Danesi, infermiera specializzata in senologia e oncologia
Carla Pedrazzani, infermiera specializzata in oncologia

Ultima revisione – giugno 2018