Le cellule tumorali possono raggiungere uno o entrambi i polmoni  attraverso il sangue o il sistema linfatico.
Non è raro che anche le ghiandole (linfonodi) tra i due polmoni (mediastino) siano coinvolte. Si tratta di una situazione diversa da un tumore (primario) che origina  nel polmone.

Sintomi

Un tumore al seno con metastasi nei polmoni può provocare diversi sintomi. Possono essere più o meno lievi, a dipendenza dell’estensione della malattia.
I sintomi possono essere dovuti anche ad altre malattie ed è quindi importante  verificare con il medico di fiducia ogni volta che si manifesta un nuovo disturbo.

Mancanza di respiro, affanno

Uno dei sintomi più comuni delle metastasi nei polmoni è la mancanza di respiro. Il termine medico è dispnea: respirare diventa difficile e non entra abbastanza aria nei polmoni. Lo si nota di più quando ci si muove ma ci sono pazienti che sentono la mancanza di respiro anche mentre sono fermi o sdraiati. Le cause della mancanza di respiro possono essere diverse: il tumore può ostacolare o bloccare le vie respiratorie, a volte causare formazione di liquido e infiammazione.
Le metastasi nei polmoni possono inoltre aumentare il rischio di infezioni che possono causare affanno.

Tosse

La tosse è un altro sintomo comune che può essere spiacevole e stancante. È causata dal tumore stesso o da un’infezione. Si può formare muco nei bronchi e nella gola, che può essere difficile espettorare. La tosse può anche essere secca, cioè senza muco, dovuta all’irritazione dei bronchi.

I farmaci contro la tosse possono aiutare a controllare la tosse e sciogliere il muco. Anche l’utilizzo di un inalatore è d’aiuto per sciogliere il muco ed espellerlo più facilmente. Se la tosse è molto difficile da controllare possono essere prescritti dei farmaci a base di codeina oppure farmaci a basso contenuto di morfina.

Dolori al torace

La maggior parte dei dolori può essere alleviata o controllata: è importante descrivere dove si sente dolore, cosa si prova, quanto è forte e che cosa lo rende più sopportabile o lo peggiora. Queste indicazioni aiuteranno i medici a decidere che cosa adottare per controllare il dolore.
Se il dolore non è ben controllato è utile rivolgersi ad uno specialista in cure palliative e controllo dei sintomi.

Versamento pleurico

Il versamento pleurico è una raccolta di liquido nello spazio pleurico, cioè nello spazio tra la membrana (pleura) che riveste il polmone e la pleura che riveste la parete toracica. Può causare affanno che si può alleviare togliendo il liquido in eccesso (toracentesi).
La toracentesi può essere effettuata ambulatorialmente in un’unica seduta o in sedute ripetute: in quest’ultimo caso è consigliabile un ricovero ospedaliero e la posa di un piccolo catetere pleurico, in materiale plastico flessibile del diametro inferiore ad una penna, che consente di drenare tutto il liquido presente.

Quando il liquido tende a riformarsi può essere utile posizionare un catetere pleurico permanente (pleurX) che consente di drenare il versamento, eventualmente anche a domicilio, senza dover eseguire una toracentesi.

La pleurodesi è una eventuale procedura chirurgica successiva che consiste nell’adesione dei due foglietti pleurici mediante l’introduzione di sostanze chimiche (abitualmente talco o bleomicina) attraverso un catetere pleurico. Queste sostanze causano irritazione tra i due foglietti pleurici, provocando un processo infiammatorio che incolla lo spazio tra i due foglietti ed impedisce l’ulteriore accumulo di liquido.
La procedura richiede la permanenza in ospedale e la somministrazione di antidolorifici.

Diagnosi

Uno o più dei seguenti esami possono essere necessari per confermare la diagnosi di tumore al seno con metastasi nei polmoni.

Esame fisico

L’esame fisico rivela se l’aria non entra bene nei polmoni, se vi è del liquido nella pleura oppure un’infezione: successivamente, uno o più dei seguenti esami sono necessari per confermare la diagnosi.

Radiografia del torace

Normalmente è il primo esame che viene eseguito. Se le metastasi sono molto piccole, non sempre sono visibili sulla radiografia.

Tomografia computerizzata (TAC)

La TAC utilizza i raggi X per produrre una serie di immagini a sezione del torace. La TAC non è dolorosa: un liquido di contrasto viene iniettato in vena e si deve rimanere sdraiati ed immobili per circa 30 minuti. La TAC non può essere effettuata in caso di problemi renali e/o di allergia o intolleranza al liquido di contrasto.

PET/CT

L’esame PET, Tomografia ad Emissione di Positroni, è un esame che si esegue nel servizio di medicina nucleare.
La PET può anche essere integrata ad una TAC ed in questo caso si parla di PET-CT.
La PET è in grado di rilevare le aree di tumore presenti nel corpo.

Durante l’esame si inietta una sostanza costituita da zucchero legata a una piccola quantità di materiale radioattivo (radiofarmaco) in una vena del braccio. Siccome le cellule tumorali tendono ad essere più avide di zucchero radioattivo  rispetto alle cellule normali, l’esame consente di evidenziarle in tutto il corpo.

L’esame dura circa mezz’ora, vanno però calcolate circa due ore in quanto si deve aspettare circa un’ ora dalla somministrazione del radio-farmaco all’esecuzione della PET.
I pazienti diabetici devono informare il personale della medicina nucleare prima dell’esame.

Biopsia

A volte, se la diagnosi è incerta, è necessaria una biopsia dei polmoni. Sotto anestesia locale un tubo (chiamato broncoscopio) viene introdotto dalla bocca e spinto fino  nei polmoni. Un piccolo campione di tessuto polmonare può essere così prelevato ed esaminato al microscopio.
In certi casi la biopsia può essere eseguita facendo un piccolo taglio attraverso la pelle, in anestesia locale, con l’aiuto della TAC per identificare la zona esatta in cui effettuare il prelievo.

 

Testo redatto da  Olivia Pagani, oncologo medico

Ultimo aggiornamento – aprile 2020