Durante e dopo i trattamenti per il tumore del seno sono eseguiti controlli periodici per verificare i possibili effetti collaterali a breve e lungo termine e controllare che la malattia non si ripresenti.

La frequenza e il tipo di controlli dipendono dal tipo di tumore, dalla sua estensione iniziale e dal tipo di trattamento.

Una corretta alimentazione e un’adeguata attività fisica possono aiutare a superare gli effetti collaterali del trattamento, come ad esempio i cambiamenti del gusto e l’aumento di peso.

Alcuni studi osservazionali mostrano un’associazione tra sovrappeso/obesità e aumento di peso dopo un tumore al seno e peggioramento della prognosi, altri studi suggeriscono una sopravvivenza inferiore nelle donne che sono sottopeso o che perdono peso dopo la diagnosi.
Altri studi osservazionali hanno dimostrato un’associazione tra aumento dell’attività fisica e riduzione della mortalità per tumore al seno.

Gli effetti della perdita di peso, attraverso una dieta controllata, e dell’aumento dell’attività fisica sulla sopravvivenza o la recidiva non sono ancora stabiliti: sono in corso studi controllati randomizzati per avere dati definitivi.

La gravidanza dopo un tumore al seno è stata scoraggiata per decenni. In generale, i dati a disposizione attualmente indicano che la gravidanza dopo un tumore al seno non aumenta il rischio di sviluppare una recidiva della malattia ed è sicura per il neonato, anche in caso di tumore al seno positivo agli ormoni femminili (estrogeni/progesterone). Tuttavia, queste informazioni sono state raccolte retrospettivamente e in modo non omogeneo; è quindi in corso uno studio clinico osservazionale, controllato e prospettico (Studio POSITIVE), per confermare questi dati.

Testo redatto da Olivia Pagani, oncologo medico

Ultima revisione – aprile 2020