ATTIVITÀ FISICA DURANTE E DOPO LE TERAPIE

Il mondo della scienza riserva un importante riconoscimento al ruolo dell’attività fisica nei confronti della sopravvivenza in seguito a una patologia oncologica.

Da un recente studio del 2019 è emerso che, dopo diagnosi di carcinoma mammario, le persone che sono più attive fisicamente hanno un rischio inferiore del 42% di morire per qualsiasi causa e un rischio inferiore del 40% di morire per tumore al seno rispetto a quelle che sono meno attive fisicamente.

Si è visto che basterebbero 30-40 minuti al giorno di una camminata veloce per quasi dimezzare la mortalità in persone con pregresso carcinoma mammario.

L’attività fisica può ridurre il rischio di ammalarsi, ridurre il rischio di recidiva e aumentare il tasso di sopravvivenza nelle persone con tumore del seno apportando un beneficio alla salute psicofisica a 360°, attraverso i seguenti meccanismi:

  • Aiuta a prevenire il rischio di cadute, migliora il senso di coordinamento, la resistenza, la forza e apporta benefici per la salute delle ossa e dei muscoli.
  • Aiuta a prevenire la tossicità cardiologica o la neuropatia periferica indotta dalla chemioterapia, migliorando anche la astenia, la nausea, il dolore e in generale la tolleranza al trattamento.
  • Motiva, in generale, a adottare comportamenti salutari.
  • Migliora la qualità della vita e del sonno, facilita il recupero dell’autonomia, favorisce la socializzazione, riduce gli stati di ansia.
  • In generale, l’allenamento aerobico di intensità moderata e/o l’esercizio di resistenza riduce i sintomi depressivi e la fatica.

Inoltre, l’esercizio fisico è sicuro ed efficace nelle persone che hanno o potrebbero sviluppare linfedema post-chirurgico correlato al tumore al seno.

GESTIONE DEL PESO DURANTE E DOPO LE TERAPIE

Esiste una risposta individuale al trattamento chemio e radioterapico del tumore al seno. Molte persone non sperimentano alcun cambiamento del loro normale appetito; altre, invece, mostrano uno scarso interesse nei confronti del cibo a causa di effetti collaterali come nausea, inappetenza, modifica del gusto o dell’olfatto e affaticamento generale.

Importante, in questa fase, è l’aspetto di gestione del peso. Un recente studio pubblicato sulla rivista Nutrition and Cancer ha scoperto che, sebbene sia più comune perdere peso tra i pazienti oncologici in generale, le persone con tumore al seno, in particolare, hanno maggiori probabilità di ingrassare rispetto alle persone con altri tipi di tumori.

Questa evenienza non sembra essere positiva, in quanto, Il Collaborative Womens Longevity Studyrileva come le donne che presentano un aumento del peso di 5 kg dopo la diagnosi di tumore al seno, avranno un incremento del 13% della mortalità legata al tumore.

Anche la terapia anti-ormonale (endocrina) può indurre un aumento di peso. Risulta importante, quindi, non affidarsi a diete dimagranti improvvisate o al “fai da te”, poiché ci possono essere delle controindicazioni anche a lungo termine. È consigliabile, invece, rivolgersi a un nutrizionista per impostare una corretta alimentazione.

L’obesità e l’eccesso di tessuto adiposo possono influenzare la prognosi del tumore al seno in diversi modi:

  • Provocano squilibri del sistema immunitario;
  • Aumentano i livelli di alcuni ormoni fra cui gli estrogeni, l’insulina e il fattore di crescita insulino simile (IGF-1), tutti fattori che possono favorire la progressione tumorale.

Inoltre, le persone obese hanno spesso una diagnosi concomitante di diabete di tipo II e steatosi epatica non alcolica (NAFLD), che aumenta il rischio di patologie epatiche e renali.

Testo redatto da Matteo Somaini, Biologo nutrizionista – maggio 2020