I farmaci anti-ormonali utilizzati comunemente sono elencati di seguito. Sono raggruppati a seconda dei vari modi in cui agiscono nel corpo. La loro scelta, combinazione e durata dipende dalla situazione clinica della paziente.

La terapia anti-ormonale agisce sostanzialmente in due modi: impedire alla cellula tumorale di utilizzare gli estrogeni prodotti, o inibire la produzione degli estrogeni.

Anti-estrogeni

Tamoxifen blocca i recettori ormonali a cui si legano gli ormoni femminili che stimolano le cellule tumorali a crescere. Viene prescritto sia alle pazienti in premenopausa che a quelle in menopausa. In base alla situazione clinica individuale Tamoxifen può essere prescritto per periodi di tempo diversi:

LHRH analoghi – Triptorelin (Decapeptyl®), Leuprolide (Lucrin®), Goserelin (Zoladex®) – agiscono bloccando le ovaie e quindi la produzione di ormoni femminili che stimolano le cellule tumorali a crescere. Sono chiamati LH-RH analoghi perché bloccano un ormone a livello cerebrale (LH-RH) che controlla la produzione di ormoni femminili da parte dell’ovaio.

In base alla situazione clinica individuale e all’età della paziente possono essere somministrati per 3 o 5 anni. I risultati di due studi clinici internazionali (IBCSG SOFT e TEXT), i cui dati sono costantemente aggiornati, dimostrano che possono essere dati assieme al Tamoxifeno agli inibitori dell’aromatasi.
Questi studi hanno consentito di comprendere meglio in quali pazienti sia indicata la sola somministrazione di
Tamoxifen oppure la combinazione di LH-RH analoghi con Tamoxifen o inibitori dell’aromatasi. Questa decisione dipende dalla valutazione specialistica della situazione clinica del paziente

L’analisi di tutti i dati disponibili da studi clinici, disponibile dal 2018, suggerisce che questi farmaci possono aiutare a preservare la fertilità nelle donne giovani sottoposte a chemioterapia. Il loro utilizzo deve essere discusso su base individuale. Questa strategia non deve comunque sostituire la consulenza di uno specialista in medicina della riproduzione per pianificare eventuali misure per preservare la fertilità (per es. raccolta di ovuli).

Inibitori dell’aromatasi – Anastrozolo e Letrozolo (detti anche inibitori non steroidei), Exemestane (detto anche inibitore steroideo) – agiscono bloccando la produzione, al di fuori delle ovaie, degli ormoni femminili che stimolano le cellule tumorali a crescere. In menopausa le ovaie non producono più estrogeni; l’enzima aromatasi trasforma gli androgeni, prodotti dalle ghiandole surrenali, in estrogeni. L’aromatasi si trova in vari tessuti, in particolare nelle cellule del tessuto grasso.

Gli inibitori dell’aromatasi bloccano l’azione dell’enzima aromatasi e riducono così la produzione e il livello di estrogeni. Devono essere prescritti solo in donne in menopausa naturale, farmacologica (con LHRH analoghi) o chirurgica. Possono infatti stimolare la produzione ovarica di ormoni femminili se le ovaie non hanno ancora smesso completamente di funzionare. Lo specialista terrà conto di vari fattori per decidere quale farmaco prescrivere a quale paziente.

In base alla situazione individuale possono essere prescritti per periodi di tempo diversi:

  • 2-3 anni seguiti da 2-3 anni di terapia con Tamoxifen, per una durata complessiva della terapia di 5 anni
  • 2-3 anni di terapia con Tamoxifen seguiti da 2-3 anni di inibitori dell’aromatasi, per una durata complessiva della terapia di 5 anni
  • 5-7 anni
  • 10 anni

 

Testo redatto da Olivia Pagani, oncologo medico – marzo 2020