Se il tumore al seno viene scoperto in fase precoce le possibilità di guarigione sono molto alte.

La diagnosi di tumore al seno può avvenire in diversi modi.

Nella maggior parte dei casi è la donna stessa a scoprire il tumore sotto forma di nodulo, da qui l’importanza dell’autopalpazione che si dovrebbe eseguire 4-5 giorni dopo la fine delle mestruazioni per le donne che non sono in menopausa e in una data fissa mensile per quelle in menopausa.

Ci sono tuttavia altri segni visivi a livello della mammella, del capezzolo o dell’ascella dei quali è importante essere consapevoli.

Sono poi necessari esami specifici come la mammografia, l’ecografia , a volte la risonanza magnetica che permettono di formulare una diagnosi precisa.

La biopsia di diagnosi consente di caratterizzare con precisione il tumore e di programmare il trattamento più adeguato per la singola donna.

In alcuni casi non vi sono noduli palpabili o cambiamenti nel seno e la diagnosi viene fatta dopo una mammografia di routine o nell’ambito di un programma di screening mammografico.

Più raramente, e soprattutto nel caso di un carcinoma lobulare, il tumore si puó presentare contemporaneamente nei dei due seni. È per questo che gli esami diagnostici vengono sempre eseguiti su entrambi i seni.

 

Testo redatto da Mariangela Galfetti, ginecologo chirurgo

Ultima revisione – febbraio 2020