WCRF – RACCOMANDAZIONI DURANTE E DOPO LE TERAPIE

Il gruppo di esperti del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF) concorda sul fatto che sia auspicabile seguire le 10  raccomandazioni da loro sviluppate anche dopo la diagnosi di tumore, quando possibile.

È stato evidenziato come i seguenti consigli possano migliorare la sopravvivenza dopo il tumore al seno, fra cui:

  • Avere un peso corporeo all’interno del range del normopeso;
  • Essere fisicamente attivi
  •  (verdura, frutta, cereali integrali, frutta secca quali noci, mandorle ecc);
  • Assumere cibi contenenti soia e derivati (come tofu e tempeh);
  • Ridurre l’apporto di grassi totali e, in particolare, di grassi saturi (contenuti soprattutto nelle carni rosse e conservate).

L’evidenza di questi studi è tuttora limitata e sono quindi necessarie ulteriori ricerche per confermare e approfondire questi aspetti che, comunque, si basano sulle migliori prove disponibili al momento attuale.

Studi scientifici evidenziano che, seguendo queste raccomandazioni, è possibile ridurre il rischio di sviluppare le cosiddette Malattie Non Trasmissibili (diabete, malattie cardiovascolari o respiratorie ecc) che sono una causa importante di morbilità e mortalità anche dopo diagnosi di tumore.

Inoltre, occorre prestare particolare attenzione ad alcune categorie di alimenti apparentemente innocui, ma che possono interferire con alcune specifiche terapie. Ad esempio, Il pompelmo e il suo succo, possono ridurre l’efficacia di alcuni farmaci, bloccando l’azione di enzimi importanti per il loro metabolismo.

Anche altri prodotti di erboristeria come ginseng, gingko biloba e aloe, possono avere lo stesso effetto.

Risulta di conseguenza molto importante rivolgersi e attenersi alle indicazioni del proprio oncologo di riferimento e del nutrizionista.

ALIMENTAZIONE DURANTE E DOPO LE TERAPIE

Le seguenti raccomandazioni possono essere un utile sostegno alle terapie:

  1. Masticare bene e lentamente. Addirittura, gli antichi saggi suggerivano di masticare 20-30 volte lo stesso boccone; questo aiuta ad assimilare tutti i nutrienti e ad evitare il gonfiore addominale.
  2. Durante le terapie può comparire inappetenza. In questi casi è sconsigliata l’assunzione di bevande zuccherate con la convinzione che forniscano energia.
  3. Tenere bassa la glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio nel sangue. Ciò risulta importante poiché sempre più studi mettono alla luce come le persone con tumore al seno che hanno alti valori di glicemia (anche nell’intervallo di normalità) presentano un maggior rischio di avere una prognosi peggiore.
  4. Tenere bassa l’insulina è altrettanto importante. L’insulina è un ormone che si può legare a un recettore chiamato fattore di crescita insulino-simile 1 (IGF-1) il quale è molto espresso nel tumore al seno e la sua iperattivazione stimola la moltiplicazione delle cellule.
    Oltre agli alimenti ad alto indice glicemico descritti sopra, il latte (anche scremato) induce un aumento dell’insulina nonostante non faccia salire la glicemia. Anche i cibi ad alto contenuto di grassi saturi (formaggi, carni rosse e conservate come i salumi) ostacolano la corretta azione dell’insulina.

    Dal punto di vista nutrizionale, l’IGF-1 è elevato in caso di un’alimentazione ricca di proteine, particolarmente quelle di origine animale.

  5. Tenere bassi i livelli di infiammazione. Durante uno stato di infiammazione cronica vengono rilasciate delle molecole infiammatorie chiamate citochine, note per stimolare la proliferazione delle cellule tumorali, la loro sopravvivenza e la loro migrazione a formare metastasi.
    Favoriscono l’infiammazione lo zucchero, i cibi ad alto indice glicemico e quelli di origine animale (carni rosse e conservate, formaggi grassi ecc) con l’eccezione del pesce (preferire però i pesci piccoli, in quanto meno inquinati rispetto ai pesci grandi). Hanno invece azione antinfiammatoria i cereali integrali, la verdura e la frutta, fra cui mele, cipolle e mirtilli, la frutta secca (nocciole, mandorle ecc), il tè verde, e tutti quegli alimenti vegetali particolarmente ricchi di grassi omega-3, come le noci, i semi di lino, la soia, le erbe selvatiche fra cui l’erba porcellana.

Testo redatto da Matteo Somaini, biologo nutrizionista – maggio 2020