La radioterapia per un tumore al seno può venire somministrata in vari modi, con modalità differente che dipendeno dal piano di trattamento individuale.

La dose totale di radiazioni che viene somministrata è suddivisa in un ciclo di piccoli trattamenti, di solito effettuati giornalmente, in un periodo di alcune settimane.
L’unità di misura della dose di radiazioni viene chiamata Gray (abbreviato Gy). Ogni piccola dose di trattamento giornaliera è definita come una “frazione”.
Ad esempio, una dose totale di 40 Gy può essere somministrata in 15 frazioni nell’arco di 15 giorni lavorativi (tre settimane).

Per ogni sede del corpo che viene trattata si devono rispettare dei livelli di dose  che i tessuti possono tollerare, riducendo i possibili effetti collaterali. Ciò significa che se il tumore mammario si ripresenta nel medesimo seno, potrebbe rivelarsi impossibile irradiare nuovamente  la medesima zona  se la dose di tolleranza fosse già stata raggiunta.

Le linee guida internazionali raccomandano che la radioterapia per tumori  al seno venga somministrata giornalmente (dal lunedì al venerdì) per 3-7 settimane, a seconda degli schemi prescritti. Ogni centro di radioterapia può adottare schemi diversi di somministrazione che dipendono dalla propria esperienza, dalla dotazione tecnologica, da linee guida e protocolli interni supportati dalla ricerca e da studi clinici internazionali.
Non vi è quindi motivo di preoccupazione se le pazienti ricevono la radioterapia secondo schemi diversi.
Il trattamento avrà in ogni caso la stessa efficacia. Sarà compito del radio-oncologo spiegare le eventuali differenze.

Dopo la visita iniziale del radio-oncologo vengono fissati gli appuntamenti per la radioterapia.
Di solito vengono programmati ogni giorno allo stesso orario, in modo che si possa instaurare una sorta di “routine” e sono concordati con l’equipe di trattamento,  in particolare con i tecnici che effettueranno la terapia.

Quando la paziente si reca nel reparto di radioterapia per effettuare il trattamento viene invitata a spogliarsi fino alla vita e riceve un camice da indossare. Le viene chiesto di sdraiarsi sull’apposito lettino con le braccia sopra la testa durante la terapia.

Il tecnico di radioterapia aiuterà la paziente a posizionarsi  in modo confortevole sul lettino di trattamento.
Attraverso l’utilizzo di sistemi tecnologici avanzati viene stabilita ad ogni seduta la posizione corretta per rendere possibile un trattamento ottimale.
Quando sarà stata individuata la posizione corretta la  paziente dovrà rimanere immobile.
Sarà compito dei tecnici, con il controllo del medico, verificare giornalmente l’esatta posizione sul lettino e la corretta erogazione del trattamento, con tutti i suoi parametri, mediante immagini in tempo reale.

Durante la seduta non si percepirà alcun dolore fisico, anche se rimanere nella stessa posizione per un tempo prolungato può essere fastidioso.
L’irradiazione richiede pochi minuti (1 -3 minuti).
Anche se la paziente rimane sola nella stanza, i tecnici la osservano attraverso una telecamera e un sistema interfono, in modo che possano vederla e comunicare con lei in ogni momento.

Pianificazione della radioterapia (prima che la radioterapia abbia inizio)

Se i medici raccomandano la radioterapia, verrà fissato un incontro in ambulatorio con il medico radio-oncologo per una visita e per pianificare il trattamento.

La radioterapia avviene  di solito in modo ambulatoriale, non necessita quindi il ricovero ospedaliero a meno che vi siano problemi clinici tali da dover essere gestiti in un reparto di degenza. Se ci sono difficoltà per recarsi all’ospedale bisogna comunicarlo al personale della radioterapia che provvederà ad organizzare servizi di trasporto o altri supporti.

È importante che il trattamento si svolga come pianificato,  senza interruzioni. Se si ha prenotato una vacanza o si pensa di saltare qualche appuntamento, per altre ragioni, è necessario parlarne con il proprio radio-oncologo.

È inoltre utile comunicare allo specialista se si assumono o si intendono assumere altri farmaci e/o terapie complementari.

Prima di iniziare la radioterapia i medici ed il personale infermieristico provvedono a fornire alle pazienti adeguati consigli e/o materiale informativo per la cura della pelle e per la gestione dei possibili effetti collaterali della radioterapia.

Il trattamento viene pianificato e preparato individualmente. Quindi non c’è motivo di preoccuparsi se proprie conoscenti ricevono un trattamento diverso dal proprio. La pianificazione del trattamento permette di identificare la zona esatta che deve essere trattata e la dose di radiazioni più idonea.
Inoltre viene  posta particolare attenzione alla dose pianificata per  gli organi sani, detti anche organi a rischio, al fine di evitarne i possibili effetti collaterali e i danni nel tempo.

Per la pianificazione viene utilizzata una TC (Tomografia Computerizzata) dedicata, che fungerà da simulatore del trattamento stesso. Ciò permetterà allo specialista di individuare e visualizzare esattamente, in modo chiaro, tridimensionale, la zona da trattare e a stabilire accuratamente il trattamento. Questa pianificazione dura circa 15-20 minuti.
I più  recenti avanzamenti  tecnologici  hanno permesso in molti casi di evitare i tatuaggi.

Nei giorni successivi alla pianificazione l’equipe di radioterapia (medici, fisici, tecnici) prepareranno il suo trattamento con adeguati sistemi computerizzati.

La paziente potrà quindi essere sottoposta alla prima seduta di radioterapia. Dalla prima visita con il medico sino alla prima seduta di radioterapia possono passare dai 2 ai 7 giorni, a seconda della complessità del trattamento e della lista d’attesa del centro di radioterapia.

 

Testo redatto da  Antonella Richetti, radio-oncologo
– ultima revisione – dicembre 2020