Ogni persona reagisce diversamente ai medicamenti ed alcune possono manifestare più effetti collaterali di altre.
Si raccomanda di avvisare  il personale curante  dell ‘eventuale comparsa di uno o più sintomi, in modo da ricevere al più presto le cure adeguate.

I consigli pratici per alleviare i possibili effetti collaterali  si trovano nel seguente link 

Effetti collaterali della terapia biologica mirata con pertuzumab

Effetti collaterali più comuni:

  • Reazioni di ipersensibilità/ allergiche: eruzione cutanea, gonfiore del viso e della gola con difficoltà respiratorie, tachicardia (battito cardiaco accelerato). In genere si manifestano durante o subito dopo la prima somministrazione o nelle 12 ore successive.
    I pazienti che sviluppano reazioni allergiche durante la somministrazione del farmaco,  possono ricevere farmaci quali antistaminici, cortisonici, antipiretici ed eventualmente una riduzione della velocità di infusione o temporanea interruzione della stessa.
  • Sintomi simil-influenzali: febbre, brividi, dolori articolari, rossore localizzato al volto. Si manifestano di solito durante o subito dopo la somministrazione o nelle prime 12 ore. Sono di solito temporanei e possono essere trattati con farmaci come il paracetamolo.
  • Nausea moderata. È di solito temporanea e può essere trattata con i farmaci normalmente in uso.
  • Diarrea. È di solito temporanea e può essere trattata con i farmaci normalmente in uso.
  • Stitichezza
  • Stanchezza.
  • Problemi cutanei.
  • Caduta dei capelli: non è dovuta a Pertuzumab ma alla chemioterapia associata.
  • Abbassamento dei globuli bianchi e quindi delle difese contro le infezioni: è dovuto in gran parte alla chemioterapia associata.
  • Insensibilità, formicolio alle estremità (dita delle mani e dei piedi): non sono dovuti a Pertuzumab ma alla chemioterapia associata.

Effetti collaterali meno comuni:

• Mal di testa.

• Giramenti di testa.

• Vomito.

• Mancanza di respiro.

Sono di solito molto blandi e compaiono quasi esclusivamente dopo la 1° somministrazione.

Pertuzumab e gravidanza: non vi sono dati sufficienti sugli effetti del farmaco a lungo termine e in particolare non vi sono dati in donne in gravidanza, che è pertanto sconsigliata durante la terapia.

Problemi cardiaci

La somministrazione di Pertuzumab non aumenta la frequenza di problemi cardiaci rispetto alla somministrazione di Trastuzumab. Raramente (in circa l’1% delle pazienti) si può avere una riduzione, senza disturbi evidenti, dell’attività cardiaca. Solo in poche pazienti (intorno al 4%) ci possono essere sintomi, per es. palpitazioni, difficoltà respiratoria, gonfiore delle caviglie. Molto raramente si può verificare uno scompenso cardiaco che va trattato con farmaci.

In generale tutti i problemi cardiaci sono transitori e regrediscono una volta interrotta la terapia. La somministrazione di Pertuzumab e Trastuzumab è in ogni caso controindicata in pazienti con una storia medica di malattie cardiache. Il trattamento con Pertuzumab in associazione a Trastuzumab è comunque recente e pertanto non sono ancora noti eventuali effetti sul cuore nel lungo periodo.

Esami per controllare la funzione del cuore (ecocardiogramma o MUGA) sono eseguiti prima di iniziare il trattamento e periodicamente durante la terapia.

Effetti collaterali della terapia biologica mirata con TDM-1

Effetti collaterali più comuni:

  • Reazioni di ipersensibilità/ allergiche: eruzione cutanea, gonfiore del viso e della gola con difficoltà respiratorie, tachicardia (battito cardiaco accelerato). In genere si manifestano durante o subito dopo la prima somministrazione o nelle 12 ore successive.
    I pazienti che sviluppano reazioni allergiche durante la somministrazione del farmaco,  possono ricevere farmaci quali antistaminici, cortisonici, antipiretici ed eventualmente una riduzione della velocità di infusione o temporanea interruzione della stessa.
  • Sintomi simil-influenzali: febbre, brividi, dolori articolari, rossore localizzato al volto. Si manifestano di solito durante o subito dopo la somministrazione o nelle prime 12 ore. Sono di solito temporanei e possono essere trattati con farmaci come il paracetamolo.
  • Alterazione della funzione del fegato. Di solito di lieve entità, rilevata solo dagli esami del sangue. In casi rari può essere grave e richiedere la sospensione del trattamento.
  • Nausea moderata, raramente vomito. Sono  di solito temporanea e possono essere trattati con i farmaci normalmente in uso.
  • Stitichezza. È di solito temporanea e può essere trattata con i farmaci normalmente in uso.
  • Stanchezza.
  • Abbassamento delle piastrine che contribuiscono alla coagulazione del sangue: si manifesta come facilità al sanguinamento, lividi dopo piccoli traumi, allungamento del tempo per rimarginare le ferite.
  • Insensibilità, formicolio e bruciore alle estremità (dita delle mani e dei piedi).
  • Dolori muscolari.

TDM-1 e gravidanza: non vi sono dati sufficienti sugli effetti del farmaco a lungo termine e in particolare non vi sono dati in donne in gravidanza, che è pertanto sconsigliata durante la terapia.

Problemi cardiaci

La somministrazione di TDM-1 non aumenta la frequenza di problemi cardiaci rispetto alla somministrazione di Trastuzumab. Raramente (in circa l’1% delle pazienti) è stata osservata una riduzione, senza disturbi evidenti, dell’attività cardiaca. Il trattamento con TDM-1 è molto recente e pertanto non sono ancora noti eventuali effetti sul cuore nel lungo periodo.

In generale tutti i problemi cardiaci sono transitori e regrediscono una volta interrotta la terapia. La somministrazione di TDM-1 è in ogni caso controindicata in pazienti con una storia medica di malattie cardiache.

Esami per controllare la funzione del cuore (ecocardiogramma o MUGA) sono eseguiti prima di iniziare il trattamento e periodicamente durante la terapia.

Effetti collaterali della terapia biologica mirata con lapatinib

Effetti collaterali più comuni:

  • Diarrea, che può anche essere severa.
  • Stanchezza.
  • Nausea.
  • Problemi cutanei tipo eczema, arrossamento e desquamazione dei palmi delle mani e delle piante dei piedi.
  • Alterazione della funzione del fegato. Di solito di lieve entità, rilevata solo dagli esami del sangue. In casi rari può essere grave e richiedere la sospensione del trattamento.

Problemi cardiaci

La somministrazione di lapatinib è associata raramente a problemi cardiaci: in circa il 2% delle pazienti è stata osservata una riduzione, senza sintomi evidenti, dell’attività cardiaca.

In generale tutti i problemi cardiaci sono transitori e regrediscono una volta interrotta la terapia. La somministrazione di lapatinib è in ogni caso controindicata in pazienti con una storia medica di malattie cardiache.

Esami per controllare la funzione del cuore (ecocardiogramma o MUGA) sono eseguiti prima di iniziare il trattamento e periodicamente durante la terapia.

Effetti collaterali della terapia biologica mirata con bevacizumab

Effetti collaterali più comuni:

  • Sintomi simil-influenzali: febbre, brividi, dolori articolari, rossore localizzato al volto. Si manifestano di solito durante o subito dopo la somministrazione o nelle prime 12 ore. Sono di solito temporanei e possono essere trattati con farmaci come il paracetamolo.
  • Aumento della pressione sanguigna.
  • Stanchezza.
  • Diarrea.
  • Dolori addominali.
  • Rallentata guarigione delle ferite.
  • Abbassamento dei globuli bianchi e quindi delle difese contro le infezioni: è dovuto in gran parte alla chemioterapia associata.
  • Abbassamento delle piastrine che contribuiscono alla coagulazione del sangue: si manifesta come facilità al sanguinamento, lividi dopo piccoli traumi, allungamento del tempo per rimarginare le ferite.
  • Proteinuria (presenza di proteine nelle urine).

Effetti collaterali gravi:

Raramente si possono manifestare:

  • Perforazione intestinale.
  • Tromboembolia arteriosa (coaguli di sangue nelle arterie).
Effetti collaterali della terapia con bisfosfonati

I bisfosfonati sono generalmente ben tollerati. Gli effetti collaterali più comuni sono:

  • Sintomi simil-influenzali: febbre, brividi, dolori articolari. Si manifestano di solito durante o subito dopo la somministrazione o nelle prime 12 ore. Sono di solito temporanei e possono essere trattati con farmaci come il paracetamolo.
  • Tossicità renale: è di solito di lieve entità e risolvibile con adeguamenti del dosaggio. Nei rari casi gravi si risolve con l’interruzione del trattamento. Prima di ogni somministrazione deve essere controllata la funzione renale.
  • Osteonecrosi della mandibola: problema raro che si manifesta con dolore, gonfiore, danneggiamento delle ossa della cavità dentaria mascellare. Occorre essere consapevoli e informati di questo possibile problema.
    È utile mantenere un’eccellente igiene orale e sottoporsi a visite regolari e a cure dentarie preventive dal proprio dentista. Molto importante, se possibile, è anche cercare di evitare estrazioni di denti e/o qualsiasi intervento chirurgico della mascella.
Effetti collaterali della terapia con inibitori RANKL
Gli inibitori RANKL sono generalmente ben tollerati. Gli effetti collaterali più comuni sono:
  • Riduzione dei livelli di calcio nel sangue (ipocalcemia). È importante che tutti i pazienti assumano un adeguato apporto di calcio e vitamina D. Prima di ogni somministrazione deve essere controllata la calcemia.
  • Osteonecrosi della mandibola: problema raro che si manifesta con dolore, gonfiore, danneggiamento delle ossa della cavità dentaria mascellare. Occorre essere consapevoli e informati di questo possibile problema. È utile mantenere un’eccellente igiene orale e sottoporsi a visite regolari e a cure dentarie preventive dal proprio dentista. Molto importante, se possibile, è anche cercare di evitare estrazioni di denti e/o qualsiasi intervento chirurgico della mascella.
  • Infezioni delle vie urinarie.
  • Infezioni delle vie respiratorie superiori.
  • Stitichezza.
  • Eruzioni cutanee.
  • Dolori agli arti.

 

Effetti collaterali di Everolimus (Afinitor®)

In generale la tollerabilità di Everolimus (Afinitor®) è accettabile, poiché gli effetti collaterali sono in genere di grado lieve -moderato e la frequenza di effetti collaterali gravi è bassa.

Effetti collaterali  più comuni:

  • Diarrea e vomito
  • Infezioni in particolare delle vie urinarie
  • Eruzioni cutanee
  • Mucosite (per esempio infiammazione e ulcere della bocca)
  • Reazioni di ipersensibilità
  • Caduta dei capelli. Comincia di solito dopo tre-quattro settimane dalla somministrazione della prima dose. I capelli possono cadere completamente oppure diradarsi. Anche le ciglia, le sopracciglia e altri peli del corpo possono diradarsi fino a cadere. Il fenomeno è comunque temporaneo e i capelli/peli cominciano a ricrescere al termine del  trattamento.
  • Soppressione del midollo osseo.
    Il trattamento con Everolimus (Afinitor®) può danneggiare il midollo osseo, la parte interna dell’osso in cui si producono le cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine, trombociti). Questo significa che la produzione di tali cellule può essere diminuita o rallentata. La diminuzione dei globuli rossi provoca l’abbassamento dell’emoglobina e quindi anemia, che si manifesta principalmente con stanchezza; la diminuzione dei globuli bianchi facilita la comparsa di infezioni, il cui segno è la febbre con brivido; la diminuzione delle piastrine provoca  lividi o emorragie. Se la temperatura sale oltre 38° C o se insorgono emorragie senza apparente motivo, è necessario consultare l’oncologo o l’ospedale.
  • Polmonite non infettiva: deve essere sospettata in pazienti che presentano tosse o affanno in cui siano state escluse altre cause, principalmente infezioni.
  • Ritardo di cicatrizzazione.
  • Iperglicemia
  • Ipercolesterolemia
  • Insonnia
  • Alterazioni del gusto
  • Cefalea

Effetti collaterali meno frequenti:

  • Alterazione temporanea della funzione epatica: durante il trattamento con Everolimus (Afinitor®) bisogna controllare periodicamente i valori del test epatici.
  • Tossicità renale acuta
Effetti collaterali degli inibitori delle chinasi ciclina-dipendenti (CDK).

In generale, questi farmaci sono ben tollerati, ma hanno effetti collaterali in parte diversi.

Nel caso di Palbociclib (Ibrance®) e Ribociclib (Kisqali®) l’effetto collaterale più comune è la neutropenia (diminuzione dei granulociti,  un tipo di globuli bianchi).
La neutropenia febbrile è rara e, a differenza della neutropenia da chemioterapia,  è rapidamente reversibile.
Possono anche manifestarsi nausea e diarrea. Dato che il rischio di nausea è basso, la profilassi farmacologica non è abitualmente indicata.
Altri effetti indesiderati associati a Palbociclib (Ibrance®) sono leucopenia
(abbassamento dei globuli bianchi totali) e stanchezza, mentre Ribociclib (Kisqali®) può causare tossicità epatica e specifiche alterazioni cardiache (prolungamento del QT).

Abemaciclib (Verzenio®) è diverso chimicamente dagli altri due farmaci. La stanchezza  e i disturbi gastrointestinali (soprattutto diarrea) sono più comuni con questo farmaco rispetto agli altri due, mentre gli effetti collaterali sul sangue, tra cui la neutropenia, sono meno frequenti.

Consigli pratici

Per gestire gli effetti collaterali ematologici bisogna effettuare gli esami del sangue  ogni 2 settimane per i primi due cicli di trattamento e successivamente secondo indicazione medica.
In generale, la maggior parte degli  effetti collaterali ematologici può essere gestita con le terapie di supporto standard, sospendendo temporaneamente o riducendo il dosaggio.

Per trattare la diarrea da Abemaciclib (Verzenio®) si possono utilizzare gli antidiarroici convenzionali o la riduzione del dosaggio e per tutti e tre i farmaci sono consigliate misure standard come l’idratazione e l’adattamento  della dieta.

Per la nausea e il vomito si possono utilizzare, se necessario, farmaci standard.
Tuttavia, con Ribociclib (Kisqali®) bisogna stare attenti alla scelta dei farmaci da associare a causa del rischio di prolungamento del QT.

Effetti collaterali della terapia biologica con Atezolizumb
Effetti collaterali più comuni:
  • ipersensibilità al medicamento: possono manifestarsi reazioni allergiche quali febbre, brividi, affanno, eruzioni cutanee. In genere si manifestano durante o entro un giorno dalla somministrazione del farmaco.
    I pazienti che sviluppano reazioni allergiche durante la somministrazione del farmaco,  possono ricevere farmaci quali antistaminici, cortisonici, antipiretici ed eventualmente una riduzione della velocità di infusione o temporanea interruzione della stessa.
  •  tosse talvolta associata a dispnea (difficoltà a respirare): nel caso si manifestasse dispnea contattare subito il medico
  • stanchezza
  • nausea e vomito
  •  diarrea o stitichezza
  •  aumento della pressione sanguigna
  • eruzione cutanea e prurito
Effetti collaterali meno comuni:
Atezolizumab può causare l’insorgenza di effetti collaterali in altri organi, quali cuore, fegato, pancreas, nervi, cervello e ghiandole ormonali con i seguenti sintomi:
  • dolore toracico + fiato corto + gonfiore alle caviglie + battito cardiaco irregolare
  • colore giallastro della pelle e della parte bianca degli occhi (sclere) + urine scure
  • dolori addominali
  • sensazione di intorpidimento e formicolio a mani e piedi
  • mal di testa + stato confusionale + sonnolenza
  • marcata stanchezza + aumento o perdita di peso + vertigini + stimolo della fame o della sete più intenso del normale
Atezolizumab e gravidanza: sono sconsigliate in modo assoluto le gravidanze durante il trattamento.
Effetti collaterali delle terapie biologiche mirate in pazienti con mutazioni genetiche in BRCA1 e BRCA2: Olaparib  e Talazoparib

Effetti collaterali comuni:

  • Tossicità ematologica (anemia, diminuzione dei globuli bianchi, diminuzione delle piastrine)
  • Nausea e/o vomito
  • Astenia (fatica)
  • Diarrea
  • Diminuzione dell’appetito
  • Alterazione del gusto
  • Dolori addominali
  • Dolori muscolari e alle articolazioni

In rari casi possono manifestarsi delle anomalie nei precursori delle cellule del sangue e che si trovano nel midollo osseo. Tali anomalie sono simili a quelle che si riscontrano in alcune malattie del sangue, come la MDS (Sindrome MieloDisplastica) e la LMA (Leucemia Mieloide Acuta).

In caso di necessità, il medico può decidere di diminuire il dosaggio oppure di sospendere temporaneamente il trattamento per poi ricominciarlo; in casi severi si può arrivare ad interrompere definitivamente la terapia.

 

Testo redatto da

Sabine Van Bosch,  infermiera specializzata in senologia e oncologia
Simona Anelli,infermiera specializzata in senologia e oncologia
Lucia Manganiello-Danesi, infermiera specializzata in senologia e oncologia
Carla Pedrazzani, infermiera specializzata in oncologia

Ultima revisione – dicembre 2020