La prevenzione con farmaci del tumore al seno viene chiamata in diversi modi:

  • Farmaco-prevenzione
  • Chemio-prevenzione
  • Terapia preventiva

Consiste nella somministrazione di medicinali, vitamine o sostanze naturali per ridurre il rischio di sviluppare un tumore del seno, invece che per curarlo dopo la sua insorgenza.

Nei portatori di mutazioni in BRCA1 o BRCA2 o altri geni non vi sono dati da studi clinici sull’efficacia di misure di prevenzione farmacologiche.

I farmaci che si sono dimostrati efficaci nel prevenire la comparsa di un tumore del seno in donne con rischio moderato e alto  di sviluppare la malattia, sono:

  • Tamoxifen      (in donne di qualunque età)
  • Raloxifen        (in donne in menopausa)
  • Exemestane e Anastrozolo   (in donne in menopausa)

L’efficacia di questi farmaci è stata dimostrata in studi clinici condotti in migliaia di donne e la loro assunzione riduce il rischio di oltre il 40%. L’effetto preventivo deriva dal fatto che quasi otto tumori del seno su dieci dipendono, per crescere, dalla presenza degli ormoni femminili estrogeni.
Questi farmaci “preventivi” bloccano lo stimolo degli 
estrogeni sulle cellule del seno (Tamoxifen e Raloxifen) o inibiscono la produzione degli estrogeni (Exemestanee Anastrozolo). Si sono pertanto dimostrati efficaci nel prevenire solo i tumori del seno che dipendono dagli estrogeni. La durata del trattamento è di 5 anni.

La farmaco-prevenzione è rivolta a donne sane e pertanto i potenziali disturbi a lungo termine sono molto importanti per valutare il rapporto tra i benefici e i rischi.

Gli studi con Tamoxifen e Raloxifen, condotti diversi anni fa, consentono di stabilire con precisione il rapporto a lungo termine tra i benefici e i rischi.

Tamoxifen e Raloxifen, a livello degli altri organi, conservano un’attività simile a quella degli estrogeni, per cui rinforzano le ossa proteggendo la donna dall’osteoporosi dopo la menopausa e abbassano il colesterolo riducendo il rischio di malattie del cuore e dei vasi.

Provocano però anche effetti collaterali indesiderati come perdite vaginali, aumento di peso, vampate di calore, che spingono circa una donna su dieci a interrompere il trattamento; possono inoltre aumentare il rischio di trombosi venose. Tamoxifen inoltre può causare, molto raramente, un tumore dell’utero e può aumentare il rischio di cataratta.
L’effetto preventivo di Tamoxifen è stato dimostrato anche con un basso dosaggio, che non è associato a effetti collaterali quali il tumore dell’utero e le trombosi venose. Un’osservazione più prolungata delle donne che hanno assunto  dosaggi ridotti rispetto a dosaggi standard, è necessaria per determinare con più precisione la sua efficacia a basse dosi.

I risultati di due studi clinici hanno dimostrato l’efficacia di Exemestane e Anastrozolo come farmaco-prevenzione, in donne in menopausa.
Effetti collaterali di tali medicamenti  sono rappresentati da dolori e rigidità alle articolazioni, perdita di calcio nelle ossa, aumento del colesterolo, aumento di peso, vampate di calore, secchezza della pelle e secchezza vaginale, calo della libido.
Risultati a lungo termine di questi studi sono necessari per determinare con precisione il rapporto  tra i benefici e i rischi.

Altre sostanze,  ancora in fase di studio, si sono dimostrate promettenti come terapia preventiva:

  • Analoghi della vitamina A (Fenretinide) (solo in donne prima della menopausa)
    Fenretinide ha dimostrato di ridurre in modo significativo la comparsa di un tumore nell’altro seno in pazienti con diagnosi di tumore del seno in fase iniziale. Questo effetto è presente solo nelle pazienti in premenopausa. Uno studio in donne sane a rischio è attualmente in corso.
  • Metformina (farmaco antidiabetico) (in donne di qualunque età)
    Metformina è oggetto di studio come prevenzione delle recidive in pazienti con tumore del seno in fase iniziale e in donne sane a rischio.

 

Testo redatto da  Olivia Pagani, oncologo medico

Ultima revisione – febbraio 2020