Le lesioni benigne sono molto comuni e possono essere  in relazione ai livelli di ormoni femminili (estrogeni/progesterone) presenti nel corpo.

Spesso le lesioni benigne non necessitano di trattamento.

Tra le più comuni e frequenti troviamo:

Fibroadenomi

Sono noduli “gommosi”, mobili sotto la pelle, formati da tessuto ghiandolare fibroso.
Spesso dipendono dalla presenza di estrogeni quindi si trovano più frequentemente in donne giovani, ma possono comparire ad ogni età.
Misurano in media 1-3 cm e possono anche scomparire spontaneamente con il tempo.
Se tendono ad aumentare di diametro  o a creare disturbi, si possono togliere con un piccolo intervento chirurgico.

Cisti

Sono i noduli al seno più frequenti e comuni. I dotti che portano il latte al capezzolo si riempiono di liquido formando delle sacche. Anche le cisti dipendono dai cambiamenti ormonali e normalmente non si sviluppano durante la menopausa.
Al tatto possono essere di consistenza morbida o dura e misurare da pochi millimetri a diversi centimetri. Possono formarsi, ingrandire  o scomparire molto rapidamente.
Si diagnosticano mediante ecografia e se danno fastidio si possono svuotare con una siringa: generalmente il liquido è di tipo sieroso.
Avere una cisti al seno non aumenta il rischio di sviluppare un tumore.

Papilloma intraduttale

Consiste in una piccola escrescenza che si sviluppa in uno o più dotti che portano il latte al capezzolo. Si può sentire come un piccolo nodulo vicino all’areola e spesso si ha anche una secrezione dal capezzolo di tipo ematico. È più comune nelle donne sopra i 40 anni. Occasionalmente può contenere cellule atipiche che possono aumentare il rischio di sviluppare un tumore. Spesso si propone un’escissione chirurgica con conseguente esame istologico. Attualmente si consiglia una sorveglianza mediante risonanza magnetica del seno.

Tumore filloide

È un nodulo duro formato dal tessuto connettivo di sostegno (stroma) del seno. Tende a crescere rapidamente e può raggiungere dimensioni notevoli. È più comune verso i 40-50 anni. È piuttosto raro, a volte può essere borderline (cioè avere un comportamento incerto) o maligno. In genere si tratta con l’asportazione chirurgica ed è importante rimuovere tutto il tessuto.

Mastodinia (dolore al seno)

È molto comune nelle donne di tutte le età e spesso legata alla variazione dei livelli ormonali. Si manifesta come pesantezza, bruciore, formicolio, dolore lancinante o tensione.
Può interessare uno o due seni, essere ciclica o non ciclica a dipendenza della situazione ormonale o dipendere da una infiammazione dei muscoli, delle cartilagini o dei nervi della parete toracica.
Si tratta con farmaci antiinfiammatori o farmaci ormonali e con misure dietetiche.
Il dolore al seno non è di solito sinonimo di tumore.

Mastite periduttale

Si verifica quando i dotti che portano il latte al capezzolo s’infiammano e s’infettano. Più comune nelle donne giovani, si può trasformare in ascesso con dolore, rossore e secrezione purulenta. È spesso dovuta a germi comuni (streptococchi o stafilococchi). È favorita dal fumo di sigaretta.
Viene trattata con antibiotici ed eventualmente drenaggio chirurgico dell’ascesso.

Malattia di Mondor

È molto rara e consiste nell’infiammazione (tromboflebite) di una vena sulla parete toracica, sotto il seno. Si presenta come un cordoncino doloroso sotto la pelle. Non ha cause evidenti. Si tratta con antinfiammatori e si risolve, di solito, in 6-12 settimane.

Testo redatto da Mariangela Galfetti, ginecologo chirurgo

Ultima revisione – febbraio 2020